Quali Sono State Le Ultime Lire Coniate in Italia?

Il 2001 è stato l’ultimo anno in cui la Repubblica italiana ha potuto godere della lira e con grande rammarico, quello fu l’ultimo anno in cui vennero coniate le lire in Italia.

Le ultime lire italiane coniate furono: la serie divisionale in confezione ufficiale della zecca in versione fior di conio con annessa una moneta commemorativa in argento dal valore facciale di 1.000 lire; e due monete commemorative in oro fondo a specchio, una dal taglio di 50.000 lire e una con valore facciale da 100.000 lire.

Prima di addentrarvi a leggere l’articolo, ti consiglio caldamente di preparare i fazzoletti onde evitare di ricoprire di lacrime il computer o il dispositivo mobile, per la tristezza e la nostalgia di non poter più godere di tanta bellezza e direi anche della libertà…

Le Ultime Lire Italiane

Ecco che aspetto avevano le ultime lire coniate dalla Repubblica italiana. Qui sotto vediamo tutti e 12 i valori inclusi nella serie divisionale in confezione ufficiale della zecca con annessi tutti i dettagli:

  • 1 lira – con la denominazione di “L. 1 ITALMA” aveva una composizione di: Mg 3,5%, Mn 0,3% e il resto in Al. Il peso legale era di 0,625 grammi e il diametro era di 17,2 millimetri. Al dritto raffigurava una bilancia, il nome dello Stato e la firma dell’incisore. Al rovescio vi era il millesimo, il segno della zecca di Roma “R”, il valore 1 e la cornucopia.
  • 2 lire – con la denominazione di “L. 2 ITALMA” aveva una composizione di: Mg 3,5%, Mn 0,3% e il resto in Al. Il peso legale era di 0,8 grammi e il diametro era di 18,3 millimetri. Al dritto raffigurava un’ape, il nome dello Stato e la firma dell’incisore. Al rovescio vi era il millesimo, il segno della zecca di Roma “R”, il valore 2 e un ramoscello di ulivo con due olive attaccate.
  • 5 lire – con la denominazione di “L. 5 ITALMA” aveva una composizione di: Mg 3,5%, Mn 0,3% e il resto in Al. Il peso legale era di 1 grammo e il diametro era di 20,2 millimetri. Al dritto raffigurava un timone, il nome dello Stato e la firma dell’incisore. Al rovescio vi era il millesimo, il segno della zecca di Roma “R”, il valore 5 e un delfino.
  • 10 lire – con la denominazione di “L. 10 ITALMA” aveva una composizione di: Mg 3,5%, Mn 0,3% e il resto in Al. Il peso legale era di 1,6 grammi e il diametro era di 23,3 millimetri. Al dritto raffigurava due spighe di grano, il valore 10 e la firma dell’incisore. Al rovescio vi era il millesimo, il segno della zecca di Roma “R”, il nome dello Stato e un aratro.
  • 20 lire – con la denominazione di “L. 20 BRONZITAL” aveva una composizione di: Al 6%, Ni 2% e il resto in Cu. Il peso legale era di 3,6 grammi e il diametro era di 21,3 millimetri. Al dritto raffigurava una testa muliebre coronata di spighe, il nome dello Stato e la firma dell’incisore. Al rovescio vi era il millesimo, il segno della zecca di Roma “R”, il valore L. 20 e un rametto di quercia con foglie e ghiande.
  • 50 lire – con la denominazione di “L. 50 CUPRONICHEL” aveva una composizione di: Cu 75% e Ni 25%. Il peso legale era di 4,5 grammi e il diametro era di 19,2 millimetri. Al dritto raffigurava una testa turrita di donna, il nome dello Stato e la firma dell’incisore. Al rovescio vi era il millesimo, il segno della zecca di Roma “R” e il valore 50 lire circondato da una serie di elementi presenti in altri tagli di lire italiane: la cornucopia, il grappolo d’uva, un ingranaggio e il ramo di quercia.
  • 100 lire – con la denominazione di “L. 100 CUPRONICHEL” aveva una composizione di: Cu 81% e Ni 19%. Il peso legale era di 4,5 grammi e il diametro era di 22 millimetri. Al dritto raffigurava una testa turrita di donna, il nome dello Stato e la firma dell’incisore. Al rovescio vi era il millesimo, il segno della zecca di Roma “R” e il valore 100 lire circondato da una serie di elementi presenti in altri tagli di lire italiane: il delfino, il ramoscello d’ulivo, una spiga e una colomba.
  • 200 lire – con la denominazione di “L. 200 BRONZITAL” aveva una composizione di: Al 6%, Ni 2% e il resto in Cu. Il peso legale era di 5 grammi e il diametro era di 24 millimetri. Al dritto raffigurava una testa di donna, il nome dello Stato e la firma dell’incisore. Al rovescio vi era il millesimo, il segno della zecca di Roma “R” e il valore 200 lire circondato da un ingranaggio a simbolo del lavoro.
  • 500 lire – con la denominazione di “L. 500 BIMETALLICA” aveva una composizione di: una parte in Cr 18,25%, e il resto in Fe; e una parte in Al 6%, Ni 2% e il resto in Cu. Il peso legale era di 6,8 grammi e il diametro era di 25,8 millimetri. Al dritto raffigurava una testa di donna, il nome dello Stato e la firma dell’incisore. Al rovescio vi era il millesimo, il segno della zecca di Roma “R”, il valore L. 500, il Quirinale e le statue del Dioscuri. Il bordo esterno ha un ramo di ulivo e una spiga di grano.
  • 500 lire – con la denominazione di “L. 500 ARGENTO” aveva una composizione di: Ag 83,5%, e il resto in Cu. Il peso legale era di 11 grammi e il diametro era di 29 millimetri. Al dritto raffigurava un busto femminile circondato da 19 stemmi civici e la firma dell’incisore. Al rovescio vi era il nome dello Stato, il segno della zecca di Roma “R”, il valore L. 500 e le tre caravelle.
  • 1.000 lire – con la denominazione di “L. 1.000 BIMETALLICA” aveva una composizione di: una parte in Al 6%, Ni 2% e il resto in Cu; e una parte in Cu 75% e il resto in Ni. Il peso legale era di 8,8 grammi e il diametro era di 27 millimetri. Al dritto raffigurava una testa di donna, il nome dello Stato e la firma dell’incisore. Al rovescio vi era il millesimo, il segno della zecca di Roma “R”, il valore L. 1.000 e la cartina geografica europea.
  • 1.000 lire commemorative – con la denominazione di “L. 1.000 ARGENTO” aveva una composizione di: Ag 83,5%, e il resto in Cu. Il peso legale era di 14,6 grammi e il diametro era di 31.4 millimetri. Al dritto raffigurava il volto di Giuseppe Verdi, preso dal ritratto di Giovanni Boldini, il nome dello Stato e la firma dell’incisore. Al rovescio, vi era una larga porzione del Teatro alla Scala di Milano con accanto un cartiglio con incise la scritta “Giuseppe Verdi 1901”. Questa moneta commemorava il centenario della morte di Giuseppe Verdi.

Le Monete Commemorative in Oro

Nel 2001, le ultime lire d’oro coniate dalla Repubblica italiana furono di due tipi, che ora andremo ad esplicitare. Entrambe sono state coniate in oro titolato a 900 / °°° e nella versione fondo specchio in capsula in apposito cofanetto con certificato di autenticità.

La prima moneta aurea aveva un valore facciale di 50.000 lire, un peso di 7,5 grammi e un diametro di 20 millimetri. Commemorava il 250° anniversario della Reggia di Caserta. Al dritto rappresentava la veduta dell’ingresso principale della Reggia di Caserta, il nome dell’incisore e il nome dello Stato. Al rovescio: un particolare della fontana di Cerere, la scritta, i millesimi, il segno della zecca di Roma “R” e il valore nominale della moneta.

La seconda moneta aurea aveva un valore facciale di 100.000 lire, un peso di 15 grammi e un diametro di 25 millimetri. Commemorava il 700° anniversario del Pulpito della Basilica di S. Andrea a Pistoia. Al dritto: il nome dello Stato, la firma dell’incisore e gli elementi artistici a tema. Al rovescio: la scritta, i millesimi, il segno della zecca di Roma “R”, gli elementi artistici a tema e il valore nominale della moneta (Lire 100 mila).

Conclusioni

Le ultime lire della Repubblica italiana sono state coniate nel 2001 e l’offerta numismatica comprendeva una serie divisionale fior di conio a 12 valori (con annessa una moneta commemorativa in argento) e due monete commemorative in oro fondo a specchio.

C’è da ricordare l’estrema bravura degli incisori italiani, che ci hanno offerto delle monete splendide anche per la semplice circolazione. L’Italia è sinonimo di bellezza e le lire italiane non fanno eccezione.

Gli euro attuali italiani sono belli al dritto. Al rovescio, invece, rappresentano la grafica di Luc Luycx (non decisa dall’Italia) e di certo rovina una faccia delle monete. Per non parlare delle inguardabili cartamonete in euro, che rispetto alle lire (e a qualsiasi altra cartamoneta esistente) non c’è confronto.

Ci mancano le lire! Ci mancano tanto! Ci mancano per la loro bellezza e per la libertà che hanno offerto al popolo italiano (intesa come sovranità monetaria).

Davide Z.

Laureato in “Comunicazione per le imprese mediali e la pubblicità”, Davide ha trascorso un periodo della sua vita in Slovenia dove si è occupato di scrittura e di realizzazione di contenuti creativi per il web, grazie ad una borsa di studio Erasmus+. Ha frequentato un corso di formazione professionale dedito alla sceneggiatura. È esperto nella realizzazione di prodotti audiovisivi per ragazzi e adolescenti, destinati ai canali web e televisivi.

Recent Posts